Fractional IT Manager
Un IT manager a tempo parziale: la direzione dell’IT aziendale, per un numero di giornate definito insieme, con continuità nel tempo.
Cosa fa un IT manager
Il direttore IT (nelle grandi aziende si chiama CIO, Chief Information Officer) decide cosa deve fare l’informatica per l’azienda, e come.
Sul piano strategico traduce gli obiettivi dell’azienda in scelte IT: in quali sistemi investire e quali dismettere, quanto spendere e dove, quali rischi accettare e quali no.
Sul piano tattico fa sì che quelle scelte si realizzino: seleziona e controlla i fornitori, governa i progetti, dà le priorità allo staff IT, rende conto alla direzione.
Perché serve anche in un’azienda media
In molte aziende l’IT è affidato al direttore amministrativo o all’amministratore delegato, che lo gestiscono come possono: tenendo sotto controllo la spesa e i fornitori, e lasciando allo staff IT l’operatività. Chi cerca un «responsabile IT» spesso pensa a una figura operativa in più.
Il controllo dei costi è necessario, ma non è una strategia. Un IT manager traduce le esigenze dell’azienda in scelte tecniche, tiene le decisioni in mano all’azienda e dà ai progetti importanti un responsabile dalla sua parte.
Fractional: il ruolo intero, per una parte del tempo
La direzione IT di un’azienda media richiede una parte del tempo di un IT manager esperto. Il Fractional IT Manager offre esattamente quella, con lo stesso ruolo e le stesse responsabilità: l’azienda paga il tempo che usa.
- Rispetto al temporary manager classico. Il temporary manager lavora a tempo pieno per un periodo limitato. Il fractional lavora a tempo parziale, senza una scadenza prefissata. In una crisi, o quando un posto resta vacante all’improvviso, serve la presenza a tempo pieno di un temporary manager.
- Non è un consulente. Il consulente dà un parere su un problema. Il fractional ricopre il ruolo, con la delega per decidere e la responsabilità dei risultati.
- Non è un fornitore. Il fornitore vende servizi. Il fractional sta dalla parte dell’azienda, anche nei confronti dei fornitori. Sono indipendente: vengo pagato solo dall’azienda, mai dai fornitori.
Cosa faccio
- Strategia e budget IT. Un piano di cosa l’IT deve fare per l’azienda nei prossimi anni, e quanto costa. Comprende il portafoglio applicativo, l’organizzazione dell’IT e la continuità operativa.
- Fornitori e contratti. Scelta dei fornitori, negoziazione, verifica di quanto viene effettivamente fornito.
- Staff IT. Guida per obiettivi e sui progetti; il coordinamento quotidiano resta a chi è in azienda tutti i giorni.
- Progetti. Governo dei progetti importanti, come un nuovo gestionale o una revisione dell’infrastruttura, dalla parte dell’azienda.
- Sicurezza informatica. Progetto i controlli di sicurezza e ne guido la realizzazione: protezione di sistemi e dati, gestione degli accessi, backup e ripristino. La sicurezza è stata a lungo il mio mestiere.
Chi fa cosa
- Operatività. Resta allo staff IT e ai fornitori, che conoscono i sistemi giorno per giorno. Io do la direzione, decido con la direzione aziendale e rispondo dei risultati: il lavoro operativo non è mio, la responsabilità sì.
- Requisiti e verifiche di sicurezza. Stabilire i requisiti di sicurezza e verificarne il rispetto, cioè la compliance (per esempio a GDPR o NIS2), spetta a una funzione dedicata e indipendente dall’IT: così chi realizza i controlli e chi li verifica restano distinti. Nelle aziende che per dimensioni non hanno un servizio interno di compliance, aiuto a dotarsi di una funzione indipendente, anche esterna, e collaboro con essa.
Per quali aziende
Aziende che dipendono dai propri sistemi informativi – un gestionale su cui gira l’azienda, macchinari interconnessi in produzione, più sedi o stabilimenti da collegare, diversi fornitori IT da coordinare – e che dall’IT si aspettano un contributo ai propri obiettivi, non solo un costo da contenere.
Con o senza uno staff IT interno, hanno bisogno di una direzione IT per una parte del tempo. Spesso oggi l’IT è seguito dalla direzione, accanto ad altri compiti.
È anche un modo per provare il ruolo prima di assumere un IT manager interno: il fractional prepara il terreno e aiuta a scegliere la persona giusta.